Muore Tullio De Mauro. Il noto linguista, orgoglio italiano, ci lascia a 84 anni

E’ scomparso Tullio De Mauro, linguista, filosofo e docente nelle università di Roma, Salerno, Palermo e non solo, anche oltr’alpe all’Ecole Normale supèrieure di Lione, a Tokyo, Bucarest, Parigi, Siviglia. Ministro della pubblica istruzione negli anni 2000-01 ci ha lasciato diverse testimonianze della sua grandezza e della sua operosità, ha infatti tradotto e fatto conoscere in Italia il “course de linguistiche gènèrale” di Saussure.

Tra i suoi scritti più importanti c’è senza dubbio “la storia linguistica dell’Italia unita” che non è la storia della lingua italiana bensì la storia degli Italiani e della loro lingua, racconta l’alfabetizzazione, racconta il contatto grazie all’emigrazione interna, è inchiesta sociale e culturale, uscito LaTerza nel 1961, a cento anni dall’unità. Grande amante del dialetto che egli definiva lingua dell’espressività e degli affetti ritenuta dal grande linguista vera e propria ricchezza comunicativa. Molto attento e attivo con scritti e interventi sulle modalità d’insegnamento durante l’intero arco della sua vita.

Il presidente del consiglio parla di “un lutto che colpisce tutta la nostra comunità” e ancora “La sua testimonianza resterà nel Paese, nella società, nelle università, come una spinta all’impegno e come un rafforzativo del valore educativo della scuola, così decisivo per il nostro futuro”.

La camera ardente di Tullio De Mauro sarà allestita venerdì 6 gennaio a Roma presso l’Aula 1 di Lettere della Sapienza dalle 11 alle 18. Sabato 7 gennaio alle 10.30, sempre nell’Aula 1 di Lettere, si terrà la commemorazione pubblica.