Roma, forte impegno per salvare il Flaminio

Di non molti giorni fa è la dichiarazione dell’assessore allo Sport di Roma Daniele Frongia, che conferma l’impegno da parte della Capitale di voler avviare dei lavori di riqualificazione del Flaminio. Lo stadio romano, costruito negli anni Sessanta per ospitare il torneo olimpico di calcio, dal 2011 giace inutilizzato in attesa di finanziamenti.

“Lo stadio, oltre ad essere un impianto sportivo, purtroppo abbandonato da diversi anni, è un’importante opera architettonica e un bene di interesse artistico e storico sotto tutela” afferma Frongia, sottolineando a tal proposito la necessità di un recupero della struttura. Per questa ragione, in accordo con l’architetto Marco Nervi, è stata decisa la partecipazione al bando ‘Keeping it Modern’ della Getty Foundation che ha come fine quello di finanziare i progetti orientati al mantenimento del patrimonio architettonico moderno.

Ottenuto l’appoggio della sindaca di Roma, Virginia Raggi, e dell’assessore all’Ambiente Berdini, la Capitale si impegna a reperire i fondi necessari per analizzare lo stato attuale della struttura e stabilire il futuro progetto lavorativo. Intanto in molti si sono resi disponibili a fornire un contributo all’opera. A partire dal presidente della società sportiva Lazio Claudio Lolito, che sembra aver manifestato un possibile interesse, fino ad arrivare all’imprenditore e presidente della Sampdoria Massimo Ferrero.

“È tanta la voglia di fare qualcosa per Roma, che è la mia città ed è bella come i colori della Samp, che sono i colori più belli del mondo. Credo che tutti i romani come me debbano lanciare un appello al nostro amato sindaco e al suo assessorato per ridare all’Italia un tempio dello sport” afferma il presidente della Sampdoria aggiungendo: “ogni giorno che lo vedo, vuoto e abbandonato a se stesso mi piange il cuore”.

“La scadenza è fissata per il primo marzo, poi una commissione apposita dovrà assegnare quelli che sono i fondi di ricerca” conclude Frongia, dichiarandosi volenteroso di discutere l’argomento anche con il Comitato olimpico.

Antonella Manili