Melegnano, prima dimessa poi perde il figlio

Si presenta il 2 gennaio a Melegnano, in provincia di Milano, con lancinanti dolori addominali temendo per la propria gravidanza, ma non viene ricoverata. Nel corso della serata inizia a perdere molto sangue e torna nel medesimo ospedale dove si sottopone ad un cesareo d’urgenza ma ormai per il feto non c’è più nulla da fare.

La procura di Lodi ha aperto un’inchiesta dopo che Simona Othman, 33 anni, ha sporto denuncia  per la perdita del bambino che sarebbe dovuto nascere a giorni. Le valutazioni ufficiali sono ancora in corso, ma le prime evidenze fanno emergere una “tempestività di azione dei sanitari coinvolti in quanto accaduto e osservanza delle procedure”.

La direzione dell’ospedale esprime vicinanza al dolore della famiglia e il rammarico per l’esito imprevisto del parto.  In una nota l’ospedale ricostruisce i fatti

“La signora è stata accolta in pronto soccorso in due circostanze e nella prima, alle ore 18.30 circa, è stata dimessa poiché non emergevano indicazioni per proseguire l’osservazione in ospedale“.

“La signora poi si è ripresentata in pronto soccorso dopo due ore circa essendo nel frattempo sopravvenute contrazioni uterine – prosegue la nota – a seguito del secondo accesso è stato deciso di ricoverare la gestante per iniziale travaglio. Il travaglio prima e la procedura di urgenza per il parto cesareo dopo, resosi necessario per il manifestarsi di criticità cliniche al feto, risultano effettuate con tempestività dagli operatori sanitari”.

“Vogliamo sapere se ci sono delle responsabilità e quali – spiegano gli avvocati della famiglia – Faremo di tutto per accertarlo”.

La procura  ha già sequestrato le cartelle cliniche e sono in corso gli esami autoptici disposti dalla magistratura.

Giorgia Puvini