Rai, il 3 gennaio 1954 si accende la tv italiana

Buon compleanno, mamma Rai. Proprio il 3 gennaio, ma del 1954, entrava nelle case degli italiani la televisione pubblica così come la conosciamo oggi. Questa data, però, giungeva al termine di un percorso iniziato già diversi anni prima.

In Italia, i primi esperimenti di trasmissione regolare di programmi televisivi risalgono al 1933, quando le uniche due fonti di informazione sono ancora la radio ed il cinema. Solo nel 1939 entrano in funzione i trasmettitori di Torino, Roma e Milano che offrono un servizio di radiovisione a cura dell’EIAR: l’ente radiofonico italiano, sotto il controllo del governo fascista.

Lo scoppio della seconda guerra mondiale interrompe bruscamente il progresso di questa nuova tecnologia, che riparte nel 1944 quando l’EIAR diventa la RAI Radio Audizioni Italiane e in seguito nel ’54 Radiotelevisione italiana. Il 3 gennaio 1954, l’Italia assiste alla prima programmazione nazionale in bianco e nero a cura della RAI.

La prima immagine trasmessa, è quella dell’annunciatrice Fulvia Colombo che annunciò l’avvio ufficiale delle trasmissioni televisive regolari, seguita dalla messa in onda del primo programma “Arrivi e partenze” condotto da Mike Bongiorno, nel quale vengono intervistate persone italiane e straniere in partenza o in arrivo negli aeroporti e nei porti italiani.

I programmi non durano più di 4 ore e coincidono produzione e messa in onda, solo nel 1961 con la nascita del secondo canale Rai2 si sviluppano i sistemi di registrazione. La pubblicità viene introdotta nel ’57 con il “Carosello”, trasmesso quotidianamente dalle 20:50 alle 21:00, un’innovazione della réclame che introduce il linguaggio televisivo generale. Nel 1954 gli abbonati sono appena novanta, in un anno ottantottomila nell’arco di 4 anni più di un milione.

La televisione diviene un fenomeno sociale di portata storica: oltre che a modificare le abitudini e gli stili di vita, la TV è strumento di educazione e informazione, contribuisce a creare una lingua nazionale e a combattere l’analfabetismo grazie a programmi come “Non è mai troppo tardi” con Alberto Manzi.

Solo in piccola parte, la “prima” televisione è di intrattenimento e le serate più importanti sono dedicate: sul primo canale al teatro, sul secondo al cinema. La generazione televisiva della TV analogica ha fatto degli enormi passi in avanti, divenendo il più potente mezzo d’informazione.