Inizio dei saldi ma senza il botto iniziale

Al via oggi in Basilicata e Sicilia, domani toccherà alla Valle d’Aosta e il 5 gennaio in tutte le altre regioni

 

“Dopo un Natale così così, la speranza passa ora per i saldi. Non saranno però saldi col botto. La nostra stima è che gli italiani spenderanno mediamente come nell’anno precedente”. E’ quanto ha dichiarato il presidente di Federazione Moda Italia e vice presidente di Confcommercio, Renato Borghi, in coincidenza con l’avvio dei saldi invernali.

“Le vendite di fine stagione saranno sempre una straordinaria opportunità per i consumatori ma, per noi commercianti, non saranno sufficienti a colmare un gap di consumi fortemente condizionato da un andamento sempre più incerto ed altalenante. C’è da dire che, nonostante i timidi segnali di fiducia registrati a dicembre, gli eventi terroristici e di natura socio-politica non aiutano a far trovare una stabilità di cui tutti abbiamo bisogno per affrontare al meglio il futuro e confidare nell’uscita del nostro Paese dalla crisi”, ha spiegato Borghi l’andamento del mercato passato con l’augurio di un anno che porti nuova linfa nelle casse dei commercianti”.

“Per il corretto acquisto degli articoli in saldo Confcommercio ricorda alcuni principi di base quali la prova dei capi di abbigliamento e la possibilità di cambio. La possibilità di cambiare il capo è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, salvo danni recati al prodotto o il non perfetto stato del capo, il quale è tenuto alla riparazione o alla sostituzione del capo, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Prova dei capi: non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante. Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso”.

“I saldi partono in tutta Italia il 5 di gennaio ma solo il 39 per cento delle famiglie farà acquisti approfittando dei saldi e con una spesa media di 175/180 euro per famiglia, per un aiuto concreto teso a risollevare i consumi è necessario agire prima di tutto attraverso un piano straordinario teso a creare occupazione e attuare una redistribuzione dei redditi. Inoltre sarebbe utile, come sosteniamo da anni, una completa liberalizzazione dei saldi”.

“È oramai evidente a tutti come i saldi di fine stagione siano obsoleti “  afferma il presidente Carlo Rienzi “Si tratta di una pratica medievale che ha perso appeal tra i consumatori, come dimostrano i dati tragici sulle vendite degli ultimi anni”.