Calciomercato Cina, continuano le follie economiche

Gennaio è arrivato e il calciomercato è alle porte ma il ruolo di protagonista quest’anno se l’è aggiudicato la Cina con la sua filosofia, poche parole e tanti soldi.

Le cifre spese dalle società cinesi stanno sconvolgendo e destabilizzando il mercato del calcio mondiale. Un assaggio lo avevamo avuto nella scorsa sessione di mercato quando lo Shandong Luneng club militante nella massima serie cinese acquistò Graziano Pellè, calciatore italiano, dal Southampton per circa 15.000.000 di euro firmando un contratto di 40 milioni in due stagioni. Sembra non essere sazio però l’Oriente che già sta facendo parlare di se acquistando e mettendo gli occhi su molti talenti europei ma non solo. È appena toccato al brasiliano Oscar e all’ex Juventus Carlos Tevez fare le valigie per la Cina. I due, militanti già in club prestigiosi, non hanno potuto fare a meno di accettare la spropositata offerta che si sono ritrovati davanti. Il primo è stato acquistato dallo Schanghai SIPG per circa 70 milioni di euro e percepirà uno stipendio di almeno 25 milioni a stagione, mentre il secondo passerà allo Shanghai Shenua per 11 milioni, che andranno nelle casse del Boca Juniors mentre all’attaccante argentino andranno 38 milioni netti all’anno. Sarà il giocatore più pagato del mondo.

In partenza c’è anche Axel Wiesel, centrocampista ormai ex Zenit a lungo cercato dalla Juventus durante la scorsa sessione di mercato. Il club italiano aveva offerto di 15-18 milioni di euro, cifra quasi raddoppiata nel giro di pochi giorni con il passaggio del belga allo Shanghai SIPG. L’ondata cinese non sembra però fermasi qui. Da pochi giorni si parla di una possibile partenza di Diego Costa del Chelsea, per il quale sembrerebbe pronta un’offerta di 80 milioni di euro e di un interessamento da parte del Tianjin Quanjian per Nikola Kalinic, attaccante croato della Fiorentina. Una duello economico molto duro quello da affrontare per le società europee e americane che almeno per adesso non possono fare altro che darla vinta all’exploit orientale.

Simone Furfaro