Rincari e ribassi, 15 anni di euro

Il primo gennaio del 2002 veniva introdotto l’euro, moneta unica adottata da 19 dei 28 Stati membri dell’Unione europea. In Italia 1 euro corrispondeva a 1936,27 lire, e tutti i prezzi sarebbero dovuti essere proporzionati a questa misura. Ma l’utilizzo della nuova valuta ha portato ad una perdita del potere d’acquisto degli italiani. I dati della Fondazione Nens – Nuova Economia Nuova Società – illustrano rincari e ribassi dei prezzi, in questi primi 15 anni di euro, rispetto ai vari settori del consumo nella nostra penisola.

Ciò che ha subìto il maggior rialzo, +123%, è stata la pizza margherita, passata dalle 6500 lire – circa 3,36 euro – del 2001 ai 7,5 euro medi di oggi. Sono cresciuti anche i prezzi del caffè, da 900 lire a 0,90 euro, del cinema e delle aspirine. Incremento del 45% per quanto riguarda la benzina. Un litro, infatti, nel 2001 costava circa 2000 lire, mentre oggi in media arriva ad 1,50 euro. Sono raddoppiati i prezzi di Big Mac, passato da 4900 lire a 4,20 euro, e dei quotidiani cartacei, da 1500 lire ad 1,50 euro. In crescita anche le bollette, spesa fissa per le famiglie. Il costo dell’elettricità è salito più del 50%, passando da 647 mila lire a 498 euro, mentre quello del gas ha avuto un incremento del 16% salendo da 1 milione e 700 mila lire a 1022 euro.

Quello che è rimasto uguale in questi 15 anni è il prezzo della giocata minima del Lotto. Dall’entrata in vigore dell’euro, infatti, il suo costo è passato da 1500 lire ad 1 euro, senza però mai cambiare nel tempo.

Per quanto riguarda il ribasso dei prezzi, invece, il settore che è stato più toccato è quello dell’elettronica. L’incredibile sviluppo della tecnologia ma soprattutto l’aumento della concorrenza, in particolare grazie alle vendite online, ha fatto abbassare notevolmente i costi d’acquisto. Ad esempio il miglior TV da 46 pollici sul mercato costava 6,5 milioni di lire nel 2001, mentre oggi una smart TV full HD da 49 pollici ha un prezzo inferiore ai 500 euro. Il vecchio e famoso Motorola Startac 130, cellulare di tendenza verso la fine degli anni ’90, aveva un costo di 2 milioni di lire. Oggi, nemmeno un iPhone 7 costa così tanto. Un ulteriore caso è quello delle macchine fotografiche. Una fotocamera da 1,9 megapixel possedeva un prezzo di 890 mila lire – circa 459 euro – mentre ora si possono acquistare pro
dotti da 20 megapixel con 100 euro. Infine, ciò che vedrà abbassarsi il proprio costo nel 2017 è il canone Rai, che passerà da 100 a 90 euro. Esso però, per far abbattere la propria evasione, sarà aggiunto al costo della bolletta sulla luce.

Per concludere, l’Istat ha stimato che 100 euro di 15 anni fa corrispondono oggi a 129 euro. L’inflazione ha quindi portato un incremento dei prezzi del 29%.