Russia – Turchia, cessate il fuoco

Dalle 23 italiane (mezzanotte locale) è entrato in vigore in tutta la Siria il cessate il fuoco. Gli accordi, firmati dal governo siriano e dalle forze di opposizione, potrebbero porre fine ad un conflitto logorante. L’annuncio è stato dato dal presidente russo Putin a Mosca e successivamente confermato da Erdogan, presidente turco. Cesseranno tutti i combattimenti, compresi attacchi aerei.

“Poco fa è arrivata la comunicazione che poche ore fa è avvenuto un evento che noi non soltanto abbiamoaspettato a lungo ma su cui abbiamo lavorato molto per renderlo possibile – dichiara Vladimir Putin – Gli accordi sono fragili e hanno bisogno di pazienza e attenzioni particolari.”

Le sigle che hanno aderito alla tregua sono Faylaq Al-Sham, Ahrar al-Sham, Jaysh al-Islam, Suwar Agi Sham, Jaysh al-Mujahideen, Jaysh Idlib e Jabhat al-Shamiyah. Non hanno aderito al patto gruppi jihadisti, le organizzazioni ritenute terroriste dall’Onu. Invece nel patto sono presenti sette gruppi armati ribelli. In totale, i miliziani coinvolti nel cessate il fuoco sono più di 50mila. Alcuni tra questi purtroppo sono presenti in regioni in cui sono situati il Fatah al Sham, uno tra i gruppi più influenti di ribelli che non hanno aderito al trattato.

Serghei Lavrov, ministro degli Esteri russo, ha dichiarato che l’accordo verrà presentato al consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per ottenere approvazione. Inoltre Lavror afferma “I comandanti più influenti dell’opposizione armata hanno preso parte ai negoziati, che sono durati due mesi, e hanno permesso di individuare il territorio controllato dai ribelli. Da questo momento in poi chi non deporrà le armi verrà considerato un gruppo terroristico.”

Uno spiraglio di luce in questa faccenda che ha scosso l’opinione pubblica. Purtroppo gli effetti non saranno di certo immediati, infatti dopo poco più di due ore dall’entrata in vigore del cessate il fuoco, l’Osservatorio siriano per i diritti umani, Sohr, ha segnalato scontri in Siria. I ribelli hanno violato la tregua appena stipulata e conquistato una posizione nella provincia di Hama.