Conte uomo dell’anno

A settembre fa il suo ingresso in Inghilterra un altro allenatore italiano: Antonio Conte. A lui viene assegnato l’arduo compito di risollevare le sorti di una squadra,il Chelsea,reduce da una stagione fortemente negativa.E a quanto pare a tre mesi di distanza, la magia è avvenuta e la squadra ora è prima in classifica con dodici vittorie di fila. Conte è l’ennesimo italiano, dopo Ancelotti e Mancini,ad aver rivitalizzato una squadra inglese rendendola impareggiabile.
Negli spogliatoi dell’Emirates Stadium l’allenatore si e reso conto che la situazione per la squadra inglese versava in condizione critiche e ha avuto l’intuizione che ha capovolto la sua stagione e quella del Chelsea.Il merito di Conte è quello di non essersi imposto con metodi drastici ma, al contrario, di aver rispettato vecchie abitudini dei calciatori inglesi : la sacralità di alcuni giorni di riposo,gli allenamenti solo al mattino e mai più di uno al giorno e certe abitudini alimentari.Ha osservato i suoi talenti esaltandone pregi e difetti affinche potessero dare il meglio di sè in campo.
Ma l’ ascesa della squadra è stata determinata anche dalla sostituzione della tradizionale formazione 4-5-1 o 4-3-3 con una difesa a 3 e il recupero di calciatori destinati all’oblio.Questi cambiamenti portano la squadra a volare raggiungendo la quota di 15 partite vinte(delle prime 18)in Premier League.
Conte è arrivato,ha stravolto tutto e ha cominciato a vincere.Ha creduto in giocatori come Victor Moses(che il vecchio allenatore aveva dato in prestito)come Pedro,reduce da un primo anno inglese disastroso o come Eden Hazard che meditava l’ addio.
L’ennesima dimostrazione di ciò che spesso succede in Italia ovvero la fuga di persone meritevoli che purtroppo trovano la loro rivincita all’estero. A Conte è successo lo stesso e ora non gli resta che brindare per le conquiste ottenute.

Federica Persia