Approvato dal Consiglio dei ministri il decreto sulle misure urgenti per il Sud

Via libera del Consiglio dei ministri sul decreto legge “omnibus” approvato il 23 dicembre, contenente misure urgenti per la coesione sociale e territoriale, con lo scopo di riattivare l’occupazione in alcune aree critiche del Mezzogiorno. Lo si apprende da fonti di governo, al termine della riunione.

I capitoli su cui si articola il decreto legge sono tre: stabilizzazione degli armonizzatori sociali per i lavoratori dell’Ilva che comprende il processo di transizione e cessione del complesso aziendale, il G7 di Taormina e il trattamento delle acque reflue.

Per ciò che concerne l’Ilva, sono previsti 70 milioni di euro per rinnovare e potenziare le strutture sanitarie dell’area di Taranto con strutture e dispositivi medici diagnostici, e, altri 30 milioni di euro in tre anni, per misure di carattere assistenziale e sociale per le famiglie danneggiate. Le Autorità portuali di Taranto e di Gioia Tauro verranno dotate invece di un’agenzia di trashipment per fornire una rete di sicurezza ai lavoratori.

Per le acque reflue, ovvero le acque tipicamente provenienti da abitazioni contaminare da sostanze organiche e inorganiche pericolose per salute e per l’ambiente, la novità riguarda l’istituzione di un Commisario unico nazionale alla depurazione, in grado di accelerare, nel Sud e nelle altre regioni in ritardo rispetto agli standard europei, le realizzazioni di impianti necessari al trattamento ecologicamente avanzato di queste particolari acque.

Il decreto legge prevede poi interventi funzionali alla preparazione e organizzazione della Presidenza italiana del G7 nel 2017, evento che si terrà a Taormina.

Inoltre, su proposta dei ministri ai Beni culturali e alla Giustizia Dario Franceschini e Andrea Orlando il Governo ha quindi approvato un disegno di legge per la disciplina sanzionatoria in materia di reati contro il patrimonio culturale”. Si introducono così nuovi reati nel nostro ordinamento, tra cui quello di «furto di bene culturale» e di «traffico illecito», e, l’incremento delle pene per ricettazione e riciclaggio legati all’arte. Previste anche aggravanti per le devastazioni e i saccheggi, quando questi abbiano ad oggetto beni culturali, musei o aree archeologiche.  Grazie a questa riforma si aprono le porte a pene più severe, che renderanno possibile disporre di arresti in flagranza, processi per direttissima e intercettazioni per i reati contro il patrimonio.

Non da meno, vi è poi l’attuazione di direttive europee, una sulle ”Condizioni di ingresso e soggiorno dei dirigenti, lavoratori specializzati, lavoratori in formazione di Paesi terzi nell’ambito di trasferimenti intra-societari”, l’altra sulla “Comunicazione di informazioni di carattere non finanziario e di informazioni sulla diversità da parte di talune imprese e di taluni gruppi di grandi dimensioni”.

Il Presidente del Consiglio Gentiloni garantisce l’impegno nel completare i percorsi di riforma e afferma: “Al centro c’è il lavoro, in particolare nel Sud, ed è la priorità del nostro governo”.

 

Arianna Rubino