La paura tiene a casa gli italiani a capodanno. Troppi attentati negli ultimi tempi

Il 2016 finisce con la paura: secondo recenti dati, circa 6 milioni di italiani rinunceranno a passare le feste fuori casa a causa degli ultimi attentati terroristici. D’altronde, alla strage di Orlando, alle violenze in Turchia e all’apocalisse di Aleppo si sono aggiunte anche la recente strage dei mercatini di Natale a Berlino e l’attentato a Nizza, e la reazione di più della metà degli italiani (54%) è stata quella di cambiare i propri programmi e di passare il capodanno tra le mura domestiche. Quello che più stupisce è che a cambiare idea sono stati soprattutto i giovani, cui più del 18% ha disdetto la vacanza fuori.
Secondo l’Italian Terrorism Infiltration Index 2016 ideato dall’Istituto Demoskopika, le regioni italiane più esposte ad atti terroristici sono il Lazio e la Lombardia, sia perché in queste regioni c’è la più alta presenza di immigrati e sia perché, negli ultimi 10 anni, sono state queste le regioni più colpite da tali eventi: 15 nel Lazio e 11 in Lombradia, mentre in tutta la penisola se ne registrano 59.
Anche se non dovesse accadere nessuno di questi eventi catastrofici, comunque, la percezione nutrita dai cittadini è quella che l’Italia sia sotto assedio. Secondo una rilevazione effettuata all’indomani della strage ai mercatini di Natale nella capitale tedesca, infatti, circa il 76% degli intervistati crede che il nostro paese sia in pericolo e che le istituzioni debbano prendere delle precauzioni al più presto.
La soluzione proposta da molti (60,8%) per ovviare il problema del terrorismo è la salviniana volontà di chiudere le frontiere per non permettere più a immigrati provenienti dai paesi a maggiore «vocazione terroristica» di giungere nel nostro Paese.
Alcune precauzioni sono state prese: a Firenze, il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato a Palazzo Medici Riccardi dal prefetto Alessio Giuffrida per esaminare lo stato della sicurezza fiorentina, ha autorizzato prefetti e questori ad annullare gli eventi pubblici non sicuri al 100%.
In generale, il livello di sorveglianza già elevato è stato irrobustito e particolare attenzione sarà dedicata ai mercati ed ai centri commerciali, e dove si svolgono le manifestazioni pubbliche legate alle festività natalizie.
Quello che sta accadendo entrerà sicuramente in maniera negativa tra le pagine di storia delle generazioni future, ma saranno i fatti a farla da padrone. Nessuno racconterà mai degli umori e delle paure di chi quei fatti li ha vissuti, sia direttamente che indirettamente. Eppure sono le immagini collettive, le ansie di un’epoca a lasciare il segno sulle nuove personalità, e la paura è un sentimento che si trasmette in eredità. Per questo ogni storia ha bisogno di essere scritta, di essere vissuta, perché anche se non ha un lieto fine questo non significa che vale meno delle altre.

 

Francesco Pieri