Presidente orientale per l’A.C. Milan

Il club più titolato al mondo, l’ A. C. Milan, pare che dopo trenta anni di presidenza Berlusconi, stia per essere acquistato da una cordata cinese, chiamata Sino Europa Sports. Questa cordata capeggiata da Li Younghough è formata da cinque – sei azionisti di pari valore (più o meno ognuno possiede il 15%).Essa ha immediatamente presentato un piano d’investimento pari a trecentocinquanta milioni di euro, che sarà utilizzato soprattutto per l’acquisto di nuovi calciatori: primo obiettivo tornare ad essere competitivi a livello europeo.

La nuova società pare promettere un futuro roseo per i tifosi, ma analizzando meglio la questione, sorgono delle perplessità, riguardanti soprattutto questo esorbitante investimento. Innanzitutto bisogna precisare che esso è una clausola del contratto di vendita, posta da Fininvest e fortemente voluta dal presidente Berlusconi, che cerca garanzie per la sua amata squadra. Alcuni esperti sostengono che la cordata, proprio perché composta da soci paritari, abbia l’obbiettivo di rivendere, dopo essere entrata nel mercato borsistico asiatico; infatti i trecentocinquanta milioni dovrebbero provenire dal merchandising asiatico, così da creare un Milan totalmente made in China. Questo piano pare essere irrealistico, infatti il Barcellona fattura quindici milioni annui provenienti dal merchandising asiatico.

Tutto ciò ci fa comprendere il cambiamento radicale che le squadre di calcio stanno subendo. Non ci si deve meravigliare se le società al giorno d’oggi curino di più ” la vendita delle magliette” e non lo spettacolo in campo: è importante vincere per vendere la propria immagine; lo spettacolo, lo sport e soprattutto la passione dei tifosi sono relegate in un angolo buio. Giocare in team del genere ha un significato totalmente diverso e purtroppo tutto ciò condiziona la formazione titolare. La titolarità di alcuni giocatori nonostante le opache prestazioni precedenti, fa scalpore: Honda, Nagatomo, Kondogbia e molti altri forse hanno qualità nascoste non ancora palesate.

I “cugini” dell’Inter stanno vivendo una situazione simile e non navigano in acque tranquille. Cinque anni fa uno sceicco acquistò l’Anzhi (squadra russa) e dopo tre anni di insuccessi a livello sportivo, la lasciò retrocedere quasi sul baratro del fallimento. Non si fa altro che discutere di capitali, investimenti, borse,clausole,merchandising; il calcio giocato ha perso tutto il suo valore, facendo affievolire la passione dei tifosi.