É morto Sergio Quarta, i familiari: “Ci sentiamo abbandonati dalle istituzioni”

Merine (Lecce), 24 dicembre. Si è spento stamane – attorno alle 10 – Sergio Quarta, disabile trentottenne affetto dalla sindrome di Duchenne. La malattia, con la quale conviveva sin da bambino, ha infine avuto la meglio. Il suo cuore si è fermato. Non sono bastati più il coraggio e la determinazione di un ragazzo costretto a letto dalla distrofia da trent’anni, né gli sforzi dei genitori Antonio ed Adele,  costretti ad assistere alla morte del figlio il giorno della vigilia di Natale. Sergio è venuto a mancare stamane sotto gli occhi del gemello Marco, anch’egli affetto dalla sindrome e disteso nel letto affianco al suo. Se ne è andato via Sergio nel suo letto, nella sua camera, nella sua casa. Lì viveva attaccato ad un respiratore in un ambiente costantemente climatizzato ed assieme a Marco veniva accudito dai genitori, entrambi disoccupati.

I fratelli avevano chiesto già in passato al padre e alla madre di staccare i macchinari che li tenevano in vita, ormai stanchi di vederli lottare per sostenere il costo di bollette elettriche troppo esose e provati da una assistenza che li assorbiva quotidianamente in ogni loro energia.

Ma chi avrebbe potuto aiutarli se non i loro stessi genitori? “Siamo sempre stati abbandonati dalle istituzioni – dice il padre Antonio – e abbiamo sempre dovuto combattere per veder riconosciuti i nostri diritti. Ma non ci arrendiamo. Continueremo a farlo per l’altro figlio”.

Ai coniugi e al fratello di Sergio non rimane ora che dispiacere, sconforto: “Io e mio marito – aggiunge mamma Adele – siamo distrutti. La nostra preoccupazione ora é Marco, che ha visto morire il fratello nel letto accanto al suo e non smette di piangere”.