Turchia, Putin invia i suoi servizi segreti ad Ankara

Quello di lunedì ad Ankara è stata solo la ciliegina sulla torta di una serie di attentati che sta facendo tremare la terra turca. L’uccisione dell’ambasciatore russo in Turchia, Andrey Karlov, da parte del giovane poliziotto Mert Altintas ha fatto mobilitare il Cremlino.

Sembra un déjà-vu la decisione presa dal presidente russo Vladimir Putin quando, per supportare le indagini turche sull’attentato, ha deciso di inviare ad Ankara 18 dei suoi soldati speciali.  La squadra comprende sia ufficiali dei servizi segreti, del Comitato investigativo, che funzionari del ministero degli Esteri. Finora le indagini hanno portato al fermo di 6 famigliari del killer, ai quali nelle ultime ore si sono aggiunti altri 7 compagni. È stato possibile ricostruire i movimenti di Karlov nei giorni antecedenti all’attentato e affermare con certezza l’appartenenza del killer all’organizzazione dell’Imam Fethullah Gülen.

Come rivelato dall’incontro di ieri tenutosi a Mosca tra i ministri degli esteri e della difesa dell’asse turco-russo-iraniano, è sempre più forte la convinzione che l’attentato ad opera di Mert Altintas sia l’ennesimo tentativo di gettare una bomba nel rapporto tra Turchia e Russia. Ma i leaders del patto d’acciaio russo-turco non si fanno intimidire. “È chiaramente una provocazione” afferma il capo russo Vladimir Putin, al quale il ministero degli Esteri turco risponde in un comunicato stampa “non permetteremo che questo attacco oscuri l’amicizia tra Turchia e Russia”.

Alla fine dell’incontro è stata ribadita la necessità di intensificare la lotta contro il nemico comune per mettere definitivamente fine alle ostilità che ormai da tempo coinvolgono il medio Oriente.

Antonella Manili