Attentato ad Ankara: ucciso ambasciatore russo da un estremista islamico

E’ di poche ore fa la notizia che è stato ucciso Andrey Karlov , ambasciatore del governo russo in Turchia, da un estremista islamico nella città di Ankara. Il politico si trovava all’inaugurazione di una mostra fotografica, denominata “La Russia vista dai turchi”, nella Galleria d’Arte moderna di Ankara.

“Noi moriamo ad Aleppo e tu muori qui!, Allah Akbar!” Sono queste le parole pronunciate dal killer prima di essere freddato dalla polizia turca. L’uomo, dopo aver ucciso un numero indefinito di persone, ha anche aggiunto che non sarebbe uscito vivo da lì e che nessuno si sarebbe dovuto avvicinare a lui. Le frasi del killer sono state udite da alcuni giornalisti che erano presenti alla mostra. L’ambasciatore non è morto sul colpo. Difatti, dopo aver ricevuto le cure d’urgenza, è stato trasportato nell’ospedale più vicino dove è morto, a poche ore dal ricovero.

L’ambasciatore russo in Turchia Andrei Karlov. La foto è stata scattata prima dell’aggressione (AP Photo/Burhan Ozbilici)

L’attentatore, in giacca e cravatta, ha finto di essere un poliziotto mostrando il suo tesserino e riuscendo ad entrare prima ed avvicinare poi l’ambasciatore, con al suo fianco solo una guardia del corpo. Tutta la zona circostante la Galleria d’Arte Moderna è stata chiusa al traffico e presidiata dalle forze di polizia turche, che stanno completando le indagini e cercando eventuali complici.

Non si è fatta attendere la reazione di Mosca che ha affermato, attraverso la portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, come sia un giorno tragico per la democrazia e che questo è stato a tutti gli effetti “un attentato”.

Tutto questo avviene dopo giorni di manifestazioni contro la Russia ed il suo decisivo ruolo nella lotta al “terrorismo” e nello specifico nella conquista della città di Aleppo, come guida delle forze governative. Melih Gokcek, sindaco della città di Ankara, ha da poco affermato come questo attentato sia mirato ad uno sfaldamento delle relazioni diplomatiche tra Russia e Turchia.

Il portavoce del Dipartimento di Stato americano John Kirby ha inviato le sue preghiere e le condoglianze alla famiglia da parte del popolo americano condannando “questo atto di violenza, qualunque sia la fonte”. Come precedentemente detto, la fonte è di matrice islamica. Questo non è assolutamente un dettaglio. Mosca per ora ha solo risposto verbalmente. Vedremo se nelle prossime ore ci saranno azioni più nette da parte del Cremlino.